L’infrastruttura per telecomunicazioni si basa su tre famiglie strutturali principali per sostenere le antenne: la torre a traliccio torre a traliccio, il monopalo e il traliccio tirato. Le differenze tra queste non riguardano soltanto l’aspetto esteriore, ma coinvolgono percorsi di carico fondamentalmente diversi, esigenze di superficie occupata, tempi di installazione e costi di ciclo di vita. La scelta della soluzione più adatta per un determinato sito dipende dalle condizioni del sito stesso, dalla richiesta di carico e dagli obiettivi di altezza, non semplicemente da un confronto di prezzi.

1. La torre a traliccio: progettata per capacità e co-locazione
Una torre a traliccio è una travatura spaziale realizzata in acciaio angolare zincato a caldo, assemblata mediante bulloni e sorretta da quattro piedi. I suoi punti di forza sono la capacità di carico e la rigidità strutturale. Poiché la struttura aperta è permeabile al vento, il carico agente sulla torre è relativamente modesto rispetto alla sua area proiettata; la deformazione in sommità e la torsione sono più facili da controllare, il che agevola l’allineamento dei riflettori per microonde; inoltre, la struttura può supportare più array di antenne e consentire contemporaneamente l’operatività di diversi tecnici su un’unica torre. Offre inoltre maggiore spazio per l’aggiunta successiva di antenne o per il rinforzo strutturale. Gli svantaggi sono rappresentati da quattro fondazioni distinte e da un’impronta a terra più ampia, da un numero elevato di componenti, dall’assemblaggio sul posto mediante bulloni — operazione più lunga — e dalla spedizione in parti smontate. Le altezze tipiche vanno approssimativamente da 30 a 100 m, e questo tipo evidenzia i propri vantaggi strutturali in modo particolarmente chiaro nei siti ad alto carico, elevati e con più utilizzatori.

2. Il monopalo: una soluzione pratica per siti con vincoli spaziali
Un monopolo è costruito intorno a un unico albero di acciaio tubolare a sezione conica, assemblato mediante giunti a scorrimento o flange. Richiede una sola piccola fondazione, presenta un aspetto pulito e può essere rivestito con camuffaggi o coperture decorative, motivo per cui viene ampiamente utilizzato nelle città, lungo le strade e in siti con limitazioni di superficie disponibile. L’installazione consiste generalmente nel sollevare le sezioni e posizionarle, pertanto i tempi di realizzazione sono più brevi. I suoi limiti riguardano la capacità e l’altezza: essendo una sezione a parete piena, offre una maggiore superficie esposta al vento, quindi il peso dell’acciaio aumenta rapidamente all’aumentare dell’altezza e del carico dovuto alle antenne; inoltre, il numero di antenne e di operatori che può ospitare è relativamente limitato. Le altezze tipiche vanno da circa 15 a 50 m, adatte a siti dove prevale l’esigenza di copertura e le configurazioni di antenne sono modeste.
3. Il traliccio tirantato: scambiare superficie occupata per acciaio
Un traliccio tirato combina un fusto snello con tiranti in diverse direzioni. I tiranti ripartiscono il carico orizzontale, riducendo notevolmente il consumo di acciaio per metro di altezza — rendendo questo tipo economico in zone remote e a grandi altezze. La condizione preliminare è lo spazio disponibile: i punti di ancoraggio devono estendersi verso l’esterno rispetto al traliccio, quindi la superficie di terreno occupata è chiaramente maggiore rispetto a quella necessaria per strutture autoportanti. Ciò rende i tralicci tirati particolarmente adatti a siti montuosi, rurali e aperti. Una volta in servizio, la tensione dei tiranti e lo stato degli ancoraggi richiedono ispezioni periodiche, pertanto lo sforzo manutentivo è superiore rispetto a quello richiesto dalle strutture autoportanti. Le altezze tipiche vanno da circa 30 a 150 m.
4. Sei domande che determinano la scelta
La decisione si riduce a sei domande: quanto spazio è disponibile? Quale altezza è richiesta? Quali carichi di antenne e affittuari devono essere sostenuti? Quali sono le condizioni di sollevamento e trasporto? A quali livelli di vento, ghiaccio e corrosione si è soggetti? E cosa consentono i requisiti locali in materia di pianificazione e impatto visivo? Una volta ottenute queste risposte, il tipo di struttura si restringe generalmente da solo.
5. Terreno condiviso: protezione dalla corrosione e norme di progettazione
Qualunque tipo venga scelto, la protezione contro la corrosione e gli standard di progettazione costituiscono la base comune. Gli elementi strutturali e i dispositivi di fissaggio vengono normalmente zincati a caldo in fase di assemblaggio secondo norme quali ISO 1461 o GB/T 13912, con spessore medio del rivestimento classificato in base allo spessore degli elementi stessi — circa 45–85 µm — e classi di rivestimento superiori specificate per ambienti costieri o industriali. Il progetto strutturale può seguire TIA-222, Eurocodice 3 (EN 1993-3-1) o norme nazionali per torri e tralicci, come GB 50135, unitamente alle disposizioni relative ai carichi applicabili alla località del progetto. I giunti scorrevoli sulle monopali e gli ancoraggi dei tiranti sui tralicci rappresentano i punti deboli dal punto di vista della corrosione e richiedono un’attenzione specifica sia nella fase di progettazione sia in quella di ispezione finale.
Chiusura
Nessun singolo tipo di struttura è adatto a ogni sito. Quello che funziona è il tipo che corrisponde alle condizioni del sito. Raccogli le dimensioni del sito, i carichi delle antenne, l’altezza desiderata, i criteri relativi al vento e al ghiaccio e il piano dei tenant in un unico input tecnico, quindi lascia che il team di ingegneria del produttore esegua la selezione e i calcoli dei carichi: questo approccio controlla i costi sul ciclo di vita in modo molto più efficace rispetto al semplice confronto di tre tipi di torre in base al solo prezzo.